
|
 |
 |
|
|
|
 |
| |
| GIOVEDI' 30 GIUGNO 2011 |
Ore: 09.00-09.30 | SALA CORALLO
INAUGURAZIONE PROTEC 2011 E SALUTI ISTITUZIONALI
|
Ore: 09.30-12.30 | SALA VERDE
IL TERREMOTO DELL'AQUILA: LA GESTIONE DELLA PRIMA FASE EMERGENZIALERelatori: Ermanno Dentesano Maurizio Ardingo Silvio Saffioti A distanza di due anni, il terremoto dell’Aquila continua a far discutere tecnici, operatori, professionisti, psicologi, volontari e tutte le persone che, a vario titolo, sono state coinvolte nella gestione delle varie fasi dell’emergenza. Questo Seminario intende focalizzare, in prima battuta, l’attenzione sulla gestione dei campi di prima accoglienza attraverso il racconto di chi, in quei giorni, si è trovato ad organizzare le strutture di riparo, la logistica, la filiera alimentare, l’ordine pubblico, la sicurezza (sia sanitaria che fisica). In seconda battuta verranno illustrate le procedure di sicurezza adottate nei cantieri del Progetto C.A.S.E. Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili, per la costruzione su 19 diverse aree di 185 edifici, per un totale di 4.449 appartamenti da destinare a circa 15000 abitanti senza tetto dell’Aquila. Questo progetto – modello, sia dal punto di vista di sistemi realizzativi che dal punto di vista di rapidità di esecuzione – l’intera realizzazione in 255 giorni - dalle attività di scavo alla consegna degli alloggi comprensivi di arredi, opere di urbanizzazioni e verde.
|
Ore: 09.30-13.00 | SALA ROSSA
RISCHI, NATURA e CLIMA: CHI STA CAMBIANDO? Introduzione: Marco Giardino Moderatore: Maurizio Menicucci Relatori: Barbara De Santis Elena Rapisardi Olivia Bessi Paola Albrito Peter Bobrowsky Vittorio Canuto La sessione introduttiva del Convegno intende delineare le tematiche che legano le varie parti di questa edizione e proporre alcune riflessioni che saranno trattate nelle prossime edizioni. Partendo da una relazione sugli eventi naturali più classici, e cioè i rischi causati da eventi geo-idrologici (frane e alluvioni), saranno introdotti alcuni rischi non sempre direttamente associati ad eventi naturali. Come cambieranno gli uragani e le tempeste (di vento, di ghiaccio, di sabbia) a causa delle variazioni del clima attese nei prossimi decenni? Carestie e pandemie sono generalmente associate ad eventi antropici mentre sono a tutti gli effetti eventi naturali anche se spesso amplificate da errati (voluti o meno) comportamenti umani. Quali rischi continuano a rappresentare per i paesi meno sviluppati e quali potranno causare nei paesi più sviluppati? Infine saranno proposte alcune possibili soluzioni in grado di ridurre l’impatto degli eventi naturali sulle popolazioni, adottando delle soluzioni preventive che ne aumentino la resilienza, ed alcuni nuovi strumenti per garantire l’informazione nella gestione dell'emergenza: il web 2.0.
|
Ore: 09.30-17.30 | SALA CORALLO
Sessione a cura di FINMECCANICA: SISTEMI PER L'HOMELAND SECURITY & HOMELAND PROTECTIONIntroduzione: Massimo Feira Moderatore: Luca Tancredi Barone Relatori: Cristoforo Romanelli Massimo Toti Maurizio Fornaiolo Michele Genisio Pippo Sergio Mistretta Benedetto Mariani Tony Styles La sessione prevede una serie di presentazioni sullo stato dell’arte sui sistemi di osservazione territoriale mediante metodi satellitari ed aerei stato di avanzamento programma SMAT F1 e RESCUE. Prospettive sull’incentivazione all’uso degli UAV e interoperabilità tra UAV e TLC in fase emergenziale. A seguire, nel pomeriggio, una tavola rotonda nella quale si parlerà delle prospettive future relativamente allo sviluppo ed applicazione dei sistemi di osservazione e comunicazione. Dalle ore 14.30 si terrà la Tavola Rotonda nella quale si parlerà delle prospettive future relativamente allo sviluppo ed applicazione dei sistemi di osservazione e comunicazione Moderatore: Luca Tancredi Barone, giornalista scientifico Sono stati invitati: - Riccardo Migliori, Vice Presidente Vicario Ispro - Giovanni Bertolone, Direttore Centrale Operazioni Finmeccanica - Massimo Giordano, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Piemonte - Guglielmo Berlasso, Direttore della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia - Romano Borchiellini, Vice Rettore Facility Management, Politecnico di Torino - Rodolfo Zich, Presidente Fondazione Torino Wireless
|
Ore: 10.00-10.30 | SALA ARANCIO
PRESENTAZIONE DI REAL METEO, UN INTERNET BROWSERRelatori: Luciano Pautasso |
Ore: 10.00-12.30 | SALA BLU
MICROZONAZIONE SISMICA: IL CASO DI STUDIO INTERDISCIPLINARE DE L'AQUILARelatori: Dario Albarello Francesco Silvestri Giuseppe Lanzo Giuseppe Naso Luca Martelli Sebastiano Foti In seguito all’evento sismico del 6 Aprile 2009, il territorio Aquilano è stato oggetto di uno specifico studio di microzonazione sismica finalizzato alla pianificazione degli interventi di ricostruzione e riabilitazione strutturale. Lo studio è stato condotto in tempi ristretti con la partecipazione di istituti universitari, enti di ricerca e liberi professionisti coordinati dal DPC. Il seminario tecnico presenta gli elementi tecnico-scientifici per uno studio di microzonazione facendo riferimento ad una zona del territorio Aquilano.
|
|
Ore: 11.00-13.00 | SALA ARANCIO
Presentazione del manuale: SOCCORSO SPELEOSUBACQUEO: STORIA,TECNICHE E PROCEDURERelatori: Attilio Eusebio Corrado Camerini Giuseppe Minciotti Piergiorgio Baldracco Verrà presentato il manuale "Soccorso Speleosubacqueo - Storia tecniche e procedure" realizzato dal Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e speleologico - scuola nazionale tecnici di soccorso speleosubacqueo. Il manuale è il risultato di decenni di attività sia nello studio e sperimentazione di materiali e tecniche sia sul campo in reali interventi di soccorso e costituisce un concreto e difficilmente eguagliabile patrimonio di esperienze. L'argomento è certamente particolare e complesso. L'attività speleosubacquea è di per se complessa, il soccorso in ambiente ipogeo sommerso per la necessità di essere organizzato è di squadra, con l'allestimento del necessario supporto logistico e con il trasporto di una barella appositamente predisposta rende ogni intervento arduo e complicato.
|
Ore: 14.00-16.30 | SALA VERDE
SCUDI ASSICURATIVI Introduzione: Fabio Luino Moderatore: Adriano Moraglio Relatori: Antonio Coviello Donatella Porrini Mario Martina Roberto Manzato Nonostante la penisola italiana sia sede annualmente di numerosi processi naturali (frane, inondazioni, terremoti, eruzioni vulcaniche, ecc.) che provocano danni a strutture, infrastrutture e talvolta anche vittime, in Italia non esiste ancora una legislazione organica che regoli la loro copertura finanziaria. L’introduzione di un sistema assicurativo è sul tavolo del Governo da diverse Legislature, senza sfociare in un’applicazione reale. Il primo progetto risale al 1993 (n° 1164), seguìto da un altro l’anno dopo (n° 800). Si ridiscusse il problema nel 1996 (n° 235), poi nel disegno di legge connesso alla Finanziaria del 1999 (art. 38), nel 2001 (n° 503), nel 2002 (DdL 533), nel 2004 (art. 40 della Finanziaria) e infine nel 2005 grazie all’azione intrapresa dagli onorevoli Benvenuto, Fluvi e Gambini. L’art. 26 della Finanziaria prevedeva il ricorso ad un sistema di estensione obbligatoria di garanzia, ai contratti incendio, per danni causati dalle calamità naturali ai fabbricati di civile abitazione. In alcune nazioni europee, quali ad esempio Spagna, Norvegia, Belgio, Svizzera e Francia o extraeuropee quali il Giappone o gli Stati Uniti, l’assicurazione sugli eventi catastrofici è attuata da diversi anni (in Spagna dagli anni ’40 del secolo scorso) con risultati che paiono soddisfacenti. I vantaggi che deriverebbero dall'applicazione di un sistema di assicurazione obbligatoria contro i danni derivanti dai processi naturali possono essere così sintetizzati: attraverso le polizze assicurative ci potrebbe essere una ripartizione uniforme del costo dei rischi con un effetto “solidaristico”; le tecniche assicurative permetterebbero un’equa stima dei danni e dei conseguenti risarcimenti; i danni privati verrebbero coperti da un'industria privata che si basa su meccanismi di mercato, lasciando all’intervento pubblico le spese di primo soccorso e di ripristino dei luoghi pubblici. Infine, sarebbe nell'interesse delle compagnie di assicurazione diminuire i risarcimenti futuri mediante un'opera di monitoraggio e d’incentivo all'applicazione di misure preventive idonee, con un effetto di parziale privatizzazione dei controlli. Restano da stabilire alcuni criteri fondamentali che coinvolgono più strutture dalle competenze diverse, quali numerosi Ministeri (Finanze, Ambiente, passando dalle Infrastrutture), Regioni e Comuni. E’ una strada lunga che però lo Stato deve affrontare in tempi brevi tenendo conto di quanto sia elevato il rischio geo-idrologico nel nostro paese.
|
Ore: 14.00-17.30 | SALA BLU
SESSIONE UCOM - INFRASTRUTTURE, RETI E SERVIZI A SUPPORTO DELLE ATTIVITA' IN EMERGENZA E IN SITUAZIONI CRITICHEModeratore: Andrea Lawendel Relatori: Alberto Barbera Antonio Pigozzi Sergio Zaccaria Libero Cannarozzi Luca Sani Marco Morresi Pippo Sergio Mistretta Oliver Gratton Sandro Mari L'adozione di mezzi e strumenti quanto più efficienti possibili che facilitino gli interventi del personale di emergenza e che consentano di effettuare rilevazioni, comunicazioni e quant'altro necessario al buon andamento delle operazioni è fondamentale in zone a rischio o nei casi in cui un evento sia già verificato. Ciò consente infatti di ridurre l'impatto dell'evento stesso sul territorio e sulla popolazione e talvolta si rivela determinante anche per il salvataggio di vite umane. Le comunicazioni in casi di emergenza sono uno dei fattori più critici ma al contempo essenziali per le squadre di soccorso. La sessione offrirà una panoramica sulle infrastrutture, le reti e i servizi pensati per supportare e assistere efficacemente le attività degli operatori di emergenza on site e da remoto. Fornirà inoltre un avanzamento sulle soluzioni per garantire integrazione e interoperabilità tra i vari sistemi, con uno sguardo particolare alle necessità di protezione e sicurezza delle reti stesse da intrusioni esterne.
|
Ore: 14.30-15.30 | PAD 1
DIMOSTRAZIONE: RICERCA PERSONA DISPERSA CON CANI MOLECOLARIIl Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, presente a Protec con i loro cani molecolari, effettuerà la simulazione della ricerca di persone disperse. Obiettivo: l’esercitazione mostrerà come alcuni cani possono esser addestrati per seguire le tracce olfattive di una persona dispersa anche in situazioni estreme (valanghe, macerie, boschi, luoghi affollati, al chiuso o all’aperto) e come sia fondamentale l’intesa tra il soccorritore e il suo cane.
A cura di: Corpo Nazionale Soccorso Alpino
|
Ore: 14.30-17.00 | SALA ARANCIO
EMERGENZA DEL LAGO “EFFIMERO” SUL GHIACCIAIO DEL BELVEDERE (MACUGNAGA, MONTE ROSA). Introduzione: Marco Giardino Relatori: Alberto Walter Giovanni Ercole Giovanni Mortara Paolo Semino Il ghiacciaio, del Belvedere, uno dei maggiori dell’arco alpino italiano, prende origine alla base dell’imponente parete orientale del Monte Rosa e spinge la sua bifida lingua d’ablazione quasi alle porte di Macugnaga, centro di grande richiamo turistico. Nell’ultimo decennio la parete est del Monte Rosa ha subito rilevanti trasformazioni morfologiche, caratterizzate dal ripetersi di crolli di roccia e di ghiaccio. L’apporto anomalo di ghiaccio al ghiacciaio ha innescato a partire dal 2001 un fenomeno di surge, in conseguenza del quale si è formata una marcata depressione della superficie glaciale ai piedi della parete. Questa particolare evoluzione morfologica, associata alle elevate temperature del giugno 2002, ha determinato la formazione di un lago epiglaciale che ha raggiunto tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2002 un’estensione di circa 150.000 m2 con un volume di circa 3 milioni di m3. La comparsa di un lago all’interno del “sistema ghiacciaio” è sempre motivo di attenzione per la possibilità di improvvisi ed ingenti rilasci d’acqua dal catino glaciale, dalle conseguenze sovente catastrofiche, come un’ampia casistica documenta anche, e ripetutamente, proprio per il versante ossolano del Monte Rosa. Almeno sette sono infatti le rotte glaciali note per il Ghiacciaio del Belvedere: ancora ben vivi nel ricordo sono gli episodi del 1970, 1978 e 1979 in conseguenza degli svuotamenti del lago proglaciale delle Locce, che misero seriamente a repentaglio la sicurezza dell’abitato di Macugnaga. Giustificata ed apprezzata è stata quindi la sollecitudine con cui le Autorità hanno affrontato l’emergenza venutasi a creare nell’estate 2002 al profilarsi del rischio di svuotamento dell’ormai famoso “Lago Effimero”.Il tempestivo intervento della Protezione Civile Nazionale, in sinergia con la Regione Piemonte, ha innanzitutto attivato una serie di studi ed indagini volti a definire le caratteristiche geometriche del lago e del ghiacciaio e le modalità evolutive di quest’ultimo, al fine di definire gli interventi da attuare per la mitigazione dell’emergenza. Tra questi la realizzazione di un impianto di pompaggio, attivato nella prima decade di luglio, che ha contribuito, unitamente al drenaggio naturale ed alla riduzione degli apporti per diminuzione delle temperature, ad un deciso abbassamento del livello del lago, il cui volume, alla fine del mese di ottobre, si era ridotto a non più di 150.000 metri cubi. I rilievi eseguiti in fase di emergenza hanno consentito in particolare di determinare il volume del lago e la morfologia del fondale, la profondità del letto glaciale nel settore di ghiacciaio circostante il lago ed infine ad acquisire dati utili per ricostruire le modalità di deflusso subglaciale delle acque del lago. Tutte queste attività sono state svolte utilizzando tecnologie d’avanguardia, che hanno consentito di fornire le principali informazioni richieste in tempo "quasi reale". Le indagini eseguite durante la fase di emergenza del giugno 2002 sono state integrate nell’anno successivo in occasione di un nuovo riempimento del lago verificatosi nel mese di giugno 2003, durante l’eccezionale e prolungato periodo di innalzamento termico. Nella seconda metà del mese il lago si è svuotato nuovamente, e questa volta più rapidamente ed in modo definitivo, fortunatamente senza conseguenze per gli abitati a valle. Lo studio della dinamica del Ghiacciaio del Belvedere è proseguito negli anni successivi ed ha consentito di integrare le conoscenze disponibili sul ghiacciaio e sulla sua straordinaria evoluzione dell’ultimo decennio. Gli interventi effettuati ed i risultati degli studi eseguiti, che saranno presentati nel corso dell’intervento, sono descritti in maggior dettaglio nel volume ‘Il Ghiacciaio del Belvedere e l'emergenza del Lago Effimero', (curato da Giovanni Mortara e Andrea Tamburini) edito dalla Società Meteorologica Subalpina in collaborazione con la Regione Piemonte.
|
Ore: 14.30-17.00 | SALA AVORIO
LA CORRETTA REALIZZAZIONE DELLE COSTRUZIONI COME MOMENTO FONDAMENTALE DELLA PREVENZIONEModeratore: Remo Vaudano Relatori: Alessandro De Stefano Donato Sabia Franco Capone Patrizia Vanoli Gli eventi calamitosi che negli ultimi anni si sono abbattuti in numerose Nazioni del nostro pianeta, non ultima l’Italia, hanno confermato la necessità imprescindibile di creare una cultura di Protezione Civile incentrata sulla “prevenzione”. In campo strutturale è possibile salvaguardare l’incolumità della vita umana e la funzionalità dell’opera purché la fase di prevenzione parta da una corretta e minuziosa progettazione dei dettagli costruttivi e da un’attenta realizzazione di questi.
|
Ore: 14.30-17.30 | SALA ROSSA
RICERCA E UTILIZZO DEI DATI SUI DISASTRI NATURALIModeratore: Marco Giardino Massimo Lanfranco Relatori: Alessandro Trigila Andrea Di Lolli Antonio Campus Davide Lombardo Elena Rapisardi John Clague Maria Luisa Sapino Peter Bobrowsky Sara Ratto Lo sviluppo della conoscenza scientifica sui disastri naturali costituisce una condizione necessaria ma non sufficiente per ridurre i rischi naturali. Dai risultati della ricerca devono derivare applicazioni concrete a supporto di chi gestisce il territorio ed occorre sviluppare azioni di diffusione del sapere scientifico presso la popolazione per ridurne la vulnerabilità.
Parte prima: “La documentazione scientifica e l’attività accademica sui rischi naturali”: - Presentazione generale sulle tipologie di rischi naturali e sulle metodologie di studio, basata sull’opera the Encyclopedia of Natural Hazards e sulle attività del Servizio Geologico Canadese - I dati scientifici rilevanti per la previsione dei rischi naturali. Casi di studio dalle attività di ricerca a livello universitario e di consulenza per enti pubblici e privati da parte del Centre for Natural Hazards Research (Canada). - Dall'informazione alla prevenzione: NaRiDIS (Natural Risk Data Integration System), una piattaforma per l'integrazione e la condivisione di conoscenza nella valutazione dei rischi naturali. Un’attività di ricerca proposta dal Centro interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare “NatRisk” dell’Università di Torino. - Il progetto di alta formazione universitaria EU-Canada “geoNatHaz”. Come incrementare la competenza internazionale delle Scienze della Terra nel campo dei rischi naturali.
Parte seconda: “Gestione dei dati e relative applicazioni a livello territoriale”: L’importanza dei database nazionali per la gestione dei rischi naturali e la valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici sul territorio italiano. Le attività finanziate dal Ministero dell’Ambiente. Dati scientifici, archivi storici, documentazione tecnica e monitoraggio dei rischi naturali. Come integrarli a livello regionale nell’attività di un Centro Funzionale. Il ruolo dei dati territoriali e delle tecnologie informatiche negli interventi conseguenti ad un disastro naturale. L’attività del gruppo TAS – Topografia Applicata al Soccorso. Geodata4all: involving the citizens. Un progetto di geolocalizzazione e divulgazione dei contenuti informativi sui disastri naturali, per un piano di protezione civile “trasparente” e comprensibile a livello locale.
|
Ore: 16.30-17.00 | SALA VERDE
PRESENTAZIONE DI REAL METEO, UN INTERNET BROWSERRelatori: Luciano Pautasso |
Ore: 16.30-17.30 | AREA ESTERNA
DIMOSTRAZIONE: SOCCORSO ALLA POPOLAZIONE CON TECNICHE USARI Vigili del Fuoco di Torino e il 118 Piemonte (con il supporto della Protezione civile piemontese) organizzano una dimostrazione di soccorso alla popolazione vittima di calamità naturale con tecniche USAR (Urban search and rescue). Obiettivo: intervenire tra le macerie di un edificio crollato (a causa di un terremoto, uno smottamento, un alluvione, un’esplosione…) per individuare persone ferite e intrappolate richiede un intervento su due livelli. Da un lato il soccorso tecnico per individuare il ferito muovendosi in un luogo pericoloso per gli stessi soccorritori e impiegando attrezzature di ogni tipo; dall’altro il primo soccorso in loco prima del trasporto in ospedale delle persone estratte dalla macerie.
A cura di: Vigili del Fuoco (Comando Provinciale di Torino), 118 Piemonte, Protezione Civile Regione Piemonte.
| |
|
|
|